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2 febbraio - 8 febbraio

T-shirt e cappellino VR46 Racing, firmati da Valentino Rossi, in asta dal 2 febbraio per il Villaggio Sos di Vicenza.

completo giallo davanti

Vicenza. Quattro oggetti autografati dal nove volte campione del mondo MotoGP, Valentino Rossi, saranno messi all’asta sulla piattaforma eBay da venerdì 2 febbraio 2018 e il ricavato andrà a favore del Villaggio Sos di Vicenza.

completo blu davantiL’asta di beneficienza - che durerà sette giorni, fino all’8 febbraio 2018 - aggiudicherà al migliore offerente una t-shirt e un cappellino della VR46 Racing, la linea di merchandising ideata da Valentino Rossi, entrambi firmati dal pilota italiano. I donatori potranno scegliere tra un “completo” colore giallo e uno blu.

Tutti (purché maggiorenni) potranno proporre la loro offerta direttamente su eBay, collegandosi al sito www.ebay.it/rpp/beneficenza/aste. Tramite il proprio account eBay sarà possibile fare un’offerta, a partire da 50 euro, per uno o l’altro completo di t-shirt e cappellino, unendo così la passione per il fuoriclasse Valentino Rossi a un'azione benefica verso il Villaggio Sos di Vicenza.

Il pagamento deve essere fatto entro tre giorni dalla chiusura dell'asta, tramite bonifico bancario presso il conto intestato a Villaggio Sos di Vicenza onlus, in Banca Popolare Etica, IBAN IT33O0501811800000012347167.

Le spese di trasporto saranno a carico dell’acquirente e l'oggetto non potrà essere restituito. Gli utenti interessati potranno richiedere direttamente al Villaggio Sos la regolare “attestazione di pagamento”.

 

Dal 7 febbraio

udienza aperta

L'udienza è aperta! Ciclo di proiezioni e incontri sulla giustizia.
Ci sembrava interessante condividere questo ciclo curato dall'Ordine degli avvocati di Vicenza e in particolare dal nostro amico e collaboratore Igor Brunello.

Le proiezioni si terranno presso il cinema-teatro Araceli in Borgo Scroffa, 20. Non fatevi perdere l'occasione per approfondire temi importanti!

A fine gennaio sono venuti a trovarci al Villaggio Sos di Vicenza Andrea, Rocco e Paolo del progetto “Traccia aperta”, tre amici con la passione per i viaggi-avventura, che con i loro percorsi in moto sostengono le nostre attività.

Con loro e con i ragazzi di Pane Quotidiano stiamo costruendo un progetto importante: un viaggio in moto che ci porterà a inizio maggio verso altri Villaggio Sos d’Italia.  

Per saperne di più su “Traccia aperta”: http://infotracciaaperta.wixsite.com/tracciaaperta

0d2f5d 182066e77a9f41c99774cea101c54037 mv2“Finita la scuola, complice l’estate e maggiore tempo libero, ci ritagliamo qualche giorno di ferie familiari con un viaggio in moto nello stile che amiamo. (...) Preferiamo scoprire e visitare luoghi dove la natura è ancora rispettata e le vita scorre meno caotica e frenetica. Cerchiamo un rapporto diretto con le persone semplici, quelle che hanno tempo e desiderio di raccontare di sé, delle loro tradizioni, delle loro situazioni. E lo facciamo senza seguire moduli organizzativi classici: partiamo senza prenotazioni, con la tenda e lungo la strada disegniamo la nostra traccia, senza seguirne altre. Qualche giorno da vagabondi dove spesso dobbiamo attentamente indicare a casa il luogo dove ci troviamo”.

Presentato il Primo Rapporto Censis-Eudaimon. Le prestazioni preferite dai lavoratori? Quelle relative alla sanità (indicate dal 53,8% degli occupati), quelle relative alla previdenza integrativa (33,3%), poi i buoni pasto e la mensa aziendale (31,5%)

È questo ciò che emerge dal Primo Rapporto Censis-Eudaimon sul welfare aziendale presentato a Roma. 
In prospettiva il welfare aziendale potrà dare un grande contributo al benessere dei lavoratori. A regime si può stimare in 21 miliardi di euro il valore potenziale complessivo delle prestazioni e dei servizi di welfare aziendale, se questi strumenti fossero garantiti a tutti i lavoratori del settore privato: un valore pari a quasi una mensilità di stipendio in più all’anno per lavoratore.
Il 24,6% delle famiglie con figli minori preferirebbe ottenere prestazioni di welfare: asili nido, rimborsi per tasse scolastiche, campus e centri vacanze. (fonte: Vita.it)
 
In quest'ottica anche noi al Villaggio di Vicenza da fine anno 2017 abbiamo cercato di implementare il sistema di welfare aziendale. Cos'abbiamo proposto? 
 
1. Yoga mattutino per gli operatori: ogni giovedì mattina un'insegnante qualificata si reca presso il centro diurno per una lezione rilassante di yoga. Iniziativa che ha subito incontrato il favore degli operatori che possono dedicare un'ora al benessere personale.
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2. Gruppo di acquisto tra i dipendenti: sul modello dei gruppi di acquisto solidale già presenti nel nostro territorio, stiamo impostando il nostro gruppo di acquisto. L'idea è nata per favorire tutti i dipendenti che vogliono aderire e che spesso trovano difficoltà a ritagliarsi del tempo per acquistare i beni di prima necessità per le loro famiglie. 
I principi che ci siamo prefissi sono stati principalmente l'acquisto di prodotti a km 0 con particolare attenzione alle cooperative sociali che prevedono l'inserimento lavorativo dei propri ospiti nella coltivazione e produzione degli alimenti. In seconda battuta si è ragionato sul prezzo, concordando di prediligere la qualità.
In questo momento siamo risuciti a mappare i produttori presenti nel territorio e presto partiremo con la selezione e l'acquisto dei prodotti.
 
3. Nido in famiglia: il servizio è situato presso un'abitazione che risponde a caratteristiche peculiari determinate a livello regionale; i bambini sono seguiti da operatrici qualificate assicurando loro cure familiari, inclusi i pasti e il riposo.
Il servizio, aperto al territorio, è previsto anche per i dipendenti del Villaggio che hanno bambini in età di nido. Pur non essendo un servizio completamente gratuito, l'idea incontra molte esigenze degli operatori turnanti nelle nostre case famiglia poichè offre una notevole flessibilità a livello orario e la garanzia di affidare i propri bambini a persone fidate e conosciute.

In Italia sono fra i 35 e i 45 mila i ragazzi che vivono in affido o in comunità, compresi 18 mila minori stranieri non accompagnati.

Per la prima volta la scuola ha un'attenzione specifica per loro.

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La Ministra Valeria Fedeli e la Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, Filomena Albano, hanno siglato oggi al MIUR le Linee guida per il diritto allo studio delle alunne e degli alunni fuori dalla famiglia di origine, frutto di un protocollo sottoscritto a maggio.

Una cassetta degli attrezzi per le insegnanti, per garantire pari opportunità nell’istruzione a tutti gli alunni temporaneamente allontanati dalla loro famiglia di origine, comprendendone le specificità e i bisogni e riconfermando la necessità di progetti educativi che si fondino sull’unicità biografica e relazionale delle alunne e degli alunni.

I bambini e gli adolescenti accolti a fine anno 2014 in affidamento familiare e nei servizi residenziali sono, in Italia, 26.420, dato che emerge dall’ultimo report del Centro nazionale Affidamenti familiari e collocamenti in comunità.

Per approfondire leggi l'articolo su Vita.it

Lo scorso novembre quattro giovani del Villaggio Sos di Vicenza hanno partecipato con Sos Italia a uno scambio culturale a Innsbruck, in Austria, e nel vicino paese di Imst, 60 chilometri a ovest, per conoscere più da vicino la storia del “Sos-Kinderdorf International” (www.sos-childrensvillages.org), l'organizzazione “madre” alla quale aderiscono tutte le associazioni nazionali Villaggi Sos.
Il primo Villaggio Sos, infatti, fu fondato proprio a Imst nel 1949, da Hermann Gmeiner, per dare una risposta alla miseria conseguente alla guerra che coinvolgeva molti bambini bisognosi di cure. Dieci anni dopo c’erano già venti Villaggi Sos tra l’ Austria, la Germania, la Francia e l’Italia.

IMST


“Siamo arrivati in treno verso sera e ci hanno mostrato il posto dove avremmo dormito, in stanze molto belle, con un bagno grande”, racconta Yurij, 16 anni, uno dei ragazzi del Villaggio di Vicenza che ha partecipato allo scambio.

“Abbiamo potuto visitare Innsbruck e poi Imst, dove abbiamo incontrato altri ragazzi dei Villaggi Sos. Ad accompagnarci c'erano una guida austriaca e una ragazza che faceva l'interprete. Abbiamo ascoltato la storia del Villaggio Sos di Innsbruck e ci hanno spiegato le origini dei Villaggi Sos e la storia del suo fondatore, Hermann Gmeiner, che all'inizio di questo progetto era stato aiutato da alcune donne che l'hanno sostenuto nella costruzione del primo Villaggio Sos”.

“In alcuni momenti ci siamo confrontati con gli altri ragazzi, scambiando le nostre opinioni - continua Yurij -. Abbiamo stretto amicizia: eravamo in 10, quattro da Vicenza, tre da Roma e tre da Mantova. Abbiamo fatto un video insieme e condiviso da mangiare, anche se il cibo in Austria non è tanto buono, perciò io ho mangiato sempre vegetariano, la carne non mi ispirava. È stata un'esperienza molto utile e bella anche per conoscere meglio la storia dei Villaggi Sos che è un po' anche la nostra storia”.  

aufbau sos kinderdorf png

In seguito alla fondazione, il rapido sviluppo dell'associazione a livello mondiale ha portato all'organizzazione di “SOS Children's Village International” nel 1960, che gestisce tutte le sedi internazionali da Innsbruck.
Al momento in Austria ci sono 11 Villaggi SOS e le corrispondenti Case dei Giovani SOS, 8 Asili SOS, 1 Centro di Formazione Professionale per le Educatrici Residenziali ed i Collaboratori SOS, 10 Centri di Sviluppo Sociale SOS e 1 Centro Medico SOS.

Sabato 16 dicembre si è tenuto un incontro con gli amici e colleghi di Agevolando presso il centro diurno nel nostro Villaggio.

Agevolando nasce dall’iniziativa di alcuni giovani che hanno trascorso parte della loro infanzia e della loro adolescenza “fuori famiglia”.

Opera nell’ambito del disagio sociale e della promozione del benessere e della partecipazione di minorenni e di neo-maggiorenni che vivono fuori dalla loro famiglia d’origine.

Nel corso del 2017 alcuni dei nostri ragazzi più grandi hanno preso parte al progetto "Care Leavers Network", dimostrando un grande interesse e coinvolgimento per i temi affrontati.

logo nero 300x228Il Care Leavers Network nasce come una rete informale di ragazzi ospiti ed ex-ospiti di comunità educative, famiglie affidatarie e case famiglia, coinvolti in un percorso di partecipazione e cittadinanza attiva sostenuto e promosso dall’Associazione con la finalità di:
– promuovere attività di scambio e riflessione,
– proporre suggerimenti e idee per orientare le politiche e gli interventi concreti fondamentali da attuare nelle comunità,
– creare momenti di aggregazione, di confronto e arricchimento reciproco tra i partecipanti.

Durante l'incontro del 16 dicembre i colleghi di Agevolando hanno presentato ai ragazzi presenti le sfide e i risultati ottenuti durante il 2017: in particolare è recentemente stato approcvato l’emendamento per i neomaggiorenni “fuori famiglia” e un fondo triennale da 15 milioni di euro. Una giornata storica quella del 27 novembre, frutto di un anno di lavoro e scambio di idee che hanno visto coinvolti, tra gli altri, anche l'associaizone Agevolando e i nostri ragazzi.

Per il prossimo anno è previsto il proseguo della rete e il coinvolgimento di nuovi ragazzi accolti presso le nostre case famiglia. Gli auguriamo un buon lavoro e di poter raggiungere nuovi e sempre più grandi obiettivi!

Fine anno, tempo di bilanci. Per noi una scusa per fermarci un attimo e pensare a cosa è andato bene e cosa si può migliorare.

Dopo una lunga riflessione, abbiamo stilato una lista di 8 buoni propositi per il nuovo anno.

IMG 41531. #nonungiornoinpiù: accompagnare, quando possibile, i bambini nelle famiglie d'origine. 

2. #unacasapiùbella: ristrutturare tutti i bagni delle case (ahimè anche loro sono diventati vecchi e hanno bisogno di una bella messa a nuovo!). 

3. #unabbracciodallacittà: aprire il Villaggio al territorio, per farlo conoscere e renderlo ancora più accogliente e vivo. 

4. #cuorifelici: curare le emozioni.

5. #semprepiùbravi: formazione continua per gli operatori.

6. #siamotuttifratelli: trovare degli strumenti di accoglienza adeguati alla cultura dei msna.

7. #siamoprotagonisti: favorire la partecipazione attiva dei ragazzi.

8. #siamounodei509:  con 509 Villaggi SOS nel mondo, facciamo parte di un grande famiglia. I nostri ragazzi sono partiti dalle origini dei Villaggi SOS con il viaggio a Innsbruck (leggi l'articolo!) ed ora vogliono conoscere gli altri paesi.

 

E i tuoi buoni propositi per quest'anno quali sono? Raccontaceli su facebook, taggando SOS Villaggi dei Bambini - Vicenza e condividendo l'hashtag che più appoggi tra i nostri 8!

Alberto Pellai è medico, ricercatore all’Università degli Studi di Milano, psicoterapeuta dell’età evolutiva e padre di quattro figli. Si occupa di prevenzione in età evolutiva e lo scorso ottobre è stato ospite del Villaggio Sos di Vicenza per una formazione aperta a tutta la cittadinanza.

È stata l'occasione per scambiare con lui qualche parola sulle sfide educative dell'attualità.

Quali sono le sfide educative ed evolutive che ci troviamo ad affrontare oggi?

Le sfide degli adolescenti di oggi sono quelle degli adolescenti di sempre: prima di tutto, imparare ad avere un’autonomia rispetto alla dipendenza dagli adulti di riferimento e trovare il loro posto nel mondo. I giovani devono allo stesso tempo adattarsi ai cambiamenti corporei, imparare a integrare la dimensione della sessualità nel proprio percorso di crescita e trovare un gruppo di riferimento fuori dall’ambiente familiare, con cui mettersi alla prova e acquisire delle competenze che gli serviranno poi per la vita. Tutti noi siamo passati attraverso questi passaggi. Ma oggi c’è un rischio maggiore: uno sdoppiamento tra la vita reale e la vita virtuale, on line. La gestione di questa doppia esistenza nel percorso di crescita può essere un’opportunità, così come generare dei pericoli se non seguita bene. Oggi è questa una delle sfide principali per noi adulti.

Cosa significa costruire un progetto educativo per queste due vite parallele?

Spesso noi adulti siamo iperprotettivi nella vita reale, ma allo stesso tempo nella vita virtuale non abbiamo alcun genere di controllo e i giovani possono fare quello che vogliono. Abbiamo bisogno di costruire un progetto educativo per entrambi questi aspetti della vita quotidiana. Significa a volte essere rompiscatole, farsi criticare da un figlio e correre dei rischi, ma non c’è crescita senza rischio.

Che importanza rivestono formazioni come quella di oggi, fatta in un contesto di accoglienza sociale come il Villaggio Sos?

I ragazzi che vivono un percorso di crescita lontano dalla famiglia di origine devono affrontare le stesse sfide dei loro coetanei, ma in un contesto molto differente. Spesso sono in equilibro tra l’esigenza di una protezione e il desiderio di esplorazione. È il tema del limite, che possono affrontare positivamente se accanto a loro c’è un adulto con cui confrontarsi nella costruzione di un progetto educativo e di vita.
Occasioni di formazione come questa sono un supporto che offre nuovi modelli e indirizzi nel modo di relazionarsi con i giovani. Nella formazione non troviamo mai risposte semplici a problemi complessi, ma individuiamo nuovi elementi che migliorano la nostra capacità di comprensione della complessità del sistema e che ci aiutano a sentire che non stiamo improvvisando, ma che ci muoviamo in un modello operativo solido e condiviso.

 

Il sito di Alberto Pellai è albertopellailibri.it.

 

Articolo a cura della Dott.ssa Chiara Spadaro, giornalista e antropologa

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